Perché prendersi cura di sé

È possibile curare con la parola?

PSICOTERAPIA

Gionata Merico

1/27/20262 min read

Nel tentativo di dare una risposta a tutti questi interrogativi, è necessario fare alcune premesse.

Etimologicamente, dal greco psyché (anima) e therapéia (cura), letteralmente "cura dell'anima" o della psiche, la psicoterapia è un processo di cura basato sulla relazione interpersonale e sulla parola, che ha l'obiettivo di produrre cambiamenti significativi nel modo di pensare, sentire e agire della persona.

La psicoterapia si rivolge, dunque, a chiunque si ritenga per un motivo o per un altro insoddisfatto delle proprie modalità di pensiero, emotive, comportamentali e relazionali.

In altre parole, quando le modalità di stare al mondo e di fare esperienza di quest’ultimo, dunque di rapportarsi con gli altri e con l’ambiente circostante risultano insoddisfacenti o persino problematiche, perché poco flessibili, e non consentono una sufficiente capacità di adattamento, si potrebbe percepire il desiderio di modificarle.

Tuttavia, accade spesso che, affinché ci si renda conto della rigidità delle suddette modalità, sia necessario sperimentarle sotto forma di una particolare sofferenza, più o meno psicopatologica.

Così, da una sintomatologia ansiosa a un episodio depressivo, da una fobia specifica a un disturbo dell’umore, ancora da un disturbo da uso di sostanze a un disturbo di personalità, può farsi strada una particolare forma di sofferenza.

Perché a me proprio l’ansia?

“Il cristallo, quando cade, si rompe secondo le sue venature” affermava Sigmund Freud.

All’interno di una cornice teorica particolare che prende il nome di modello biopsicosociale (Engel, 1977), noi siamo il prodotto di fattori biologici (genetica, fisiologia), psicologici (emozioni, pensieri, personalità) e sociali (ambiente, cultura, relazioni). Ecco che prende forma, attraverso una miscellanea di questi fattori, la nostra persona.

Ma perché qualcuno “cade” e qualcun altro no?

Ancora, perché quando inciampiamo, qualcuno cade e si fa male e qualcun altro si rialza come se non fosse mai caduto?

Bene, questi interrogativi meritano un ulteriore riflessione.

Il carattere di ciascuno di noi ci porta ad essere più o meno impavidi, più o meno prudenti.

Ci porta dunque ad inciampare più o meno frequentemente.

Cosa c’entra tutto questo con la psicoterapia?

Così come chi cade può rialzarsi senza farsi male o al contrario andare incontro a una frattura o una ferita e aver bisogno dunque delle giuste cure mediche, chi trova degli ostacoli lungo il percorso della sua vita può superarli senza difficoltà o aver bisogno di un aiuto.

È qui, in questa fenditura, che si staglia la psicoterapia come possibile richiesta di aiuto.

Potremmo notare che la richiesta di aiuto psicologico implichi uno sforzo maggiore da parte del richiedente rispetto ad una richiesta di aiuto fisico-medico.

Perché?

Il corpo, per quanto rappresenti una macchina perfetta, appare di gran lunga più comprensibile nel suo funzionamento.

La mente, o forse dovremmo dire la psiche, si figura per contro un luogo angusto, scivoloso.

Per comprendere meglio cosa sia la psicoterapia potremmo servirci dell’idea offertaci dallo psicoterapeuta Irvin Yalom. secondo l’autore, l’essere umano avrebbe una propensione intrinseca all’autorealizzazione proprio come una ghianda si sviluppa in una quercia. Tuttavia, nello sviluppo da ghianda a quercia, tra noi e questa nostra propensione intrinseca possono talvolta frapporsi degli ostacoli.

Appare così una visione chiara di cosa sia la psicoterapia: rimuovere gli ostacoli che bloccano il nostro percorso verso l’autorealizzazione.